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“Ciatu”: Disabil@bile 2015 va a teatro

“Ciatu”: Disabil@bile 2015 va a teatro

All’interno della cornice di Disabil@bile e del Salus Festival, il giorno 15 ottobre, presso il Teatro Margherita (Caltanissetta), dalle ore 20.00, la compagnia Néon ha deciso di proporre una versione ad hoc dello spettacolo Ciatu (Respiro), realizzato grazie alla regia di Monica Felloni e alla interpretazione di attori, molti dei quali disabili.

Ciatu è il succedersi di azioni teatrali intrise di canto, poesia, immagini, musica e danza. Una sequenza orchestrata di corpi, parole, respiri che, intrecciandosi e amalgamandosi, rendono merito e onore all’umanità che vive tutti i giorni in tensione d’amore.

La versione di Ciatu proposta è vera e propria “azione” che partecipa alla discussione e alle altre azioni che propongono una generale riflessione sulla SALUTE. Il contributo di Néon vuole essere vivo e pertinente; non una esibizione di capacità “nascoste” e rivelate, bensì un’occasione di riconoscersi tutti strumenti e cantanti intonati della vita.

In Ciatu si allestisce una scena-mondo affidata alla peculiare diversità di ogni attore coinvolto. La differenza diviene la tela sulla quale arte e natura si iscrivono per generare la bellezza di ogni forma dell’essere vita. In Ciatu tutto è normale e speciale al tempo stesso: gli attori, il pubblico e il Teatro sono un tutt’uno, un unico corpo che inspira la vita, occhi negli occhi, fiato nel fiato e l’azione del palco si riverbera sulla platea, senza distanze o interruzioni, formando un reticolo di respiri vivi.

Nucleo narrativo è la vita e il pensiero di Giordano Bruno e lo spettacolo attraversa, una visione dietro l’altra, un quadro dietro l’altro, la complessità umana e filosofica del Nolano. In scena è la vita umana, dalla nascita all’estrema vecchiaia, unificata nell’elemento che rappresenta la Vita per antonomasia: l’acqua. Ed è tra questi estremi temporali che si intrecciano le relazioni umane, che si dipana il gioco bruniano dell’essere insieme e umani. Corpo e anima sono una radice profonda in Bruno, un pensiero che unifica, che non accetta la divisione, che guarda la totalità. Corpo e anima non sono due cose, sono la persona.

Tutti gli attori in scena sono simboli di umanità, differenti nella forma e nell’azione. Ogni differenza tra le persone rappresenta la totalità della vita, o meglio, in ogni differenza tra persone è presente la totalità della vita stessa.

L’associazione culturale Nèon, attraverso i linguaggi del teatro e della scrittura, da sempre lavora per diffondere una cultura basata sul valore esistenziale dell’essere umano. L’esperienza di Néon include ogni giorno voci, gesti, corpi, movimenti, pensieri nuovi e testimonia la possibilità, per ciascun individuo, di realizzare il proprio progetto di vita al di là delle condizioni di fragilità o di disagio nelle quali si trova. L’obiettivo, infatti, non è normalizzare la diversità bensì vivere la straordinarietà di ognuno. La visione di Néon consiste nell’apertura del Teatro ad ogni tipo di diversità, sia essa fisica, psichica, culturale, etnica, sociale, sessuale, economica. La diversità della denominazione va intesa come varietà. Ogni persona – nel suo essere portatrice della propria differenza – viene messa al centro dell’esperienza artistica. L’essenza è proprio la diversità di ogni essere umano.

Néon svela la singolarità di ognuno, la sua parzialità perfetta. Non vi è la ricerca del giusto e dello sbagliato, semmai vi è la valorizzazione e l’apprezzamento della differenza qualificante e dell’esistere/singolarità di ogni persona.

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