All posts in Le associazioni

Francesco Della Gatta: AITO e Disabil@bile

Francesco Della Gatta: AITO e Disabil@bile

Un’ oculata somministrazione della tecnologia, accompagnata da adeguate strutture normative e uno sfruttamento maggiore delle professioni sanitarie: queste le linee guida di un maggiore sviluppo del mondo dell’assistenza al disabile secondo Francesco Della Gatta, presidente AITO (Associazione Italiana Terapisti Occupazionali).

Dott. Della Gatta, di cosa si occupa un terapista occupazionale e in che modo favorisce il percorso di riabilitazione nel contesto della disabilità?

«In Italia quella del Terapista Occupazionale (T.O.) è una professione sanitaria regolamentata dal DM 17 gennaio n.136. È una professione che utilizza, come mezzo principale di trattamento, le “occupazioni”, ovvero le attività quotidiane che le persone svolgono come individui, nelle famiglie o nella società.
«Col termine occupazione si intende ciò che le persone vogliono fare, devono fare, gli altri si aspettano che facciano. Attraverso i propri strumenti di valutazione (validati a livello internazionale), il Terapista Occupazionale cerca di comprendere appieno i bisogni della persona, che in terapia occupazionale non viene definita “paziente” ma vero e proprio “cliente” e insieme a quest’ultima costruisce un programma di riabilitazione.»

Quali sono, secondo lei, gli ostacoli da superare nel mondo della disabilità?

«Il SSN non sfrutta appieno le potenzialità delle professioni sanitarie e sostanzialmente è basato su un meccanismo medicocentrico che per anni ha ostacolato la crescita professionale delle PP.SS. Basti pensare, che ancora oggi le PP.SS. non sono dotate di un Ordine, ma vengono rappresentate da Associazioni.
Questo ha portato effetti negativi non solo sui Professionisti non medici (Mancanza di carriera clinica e/o Universitaria, mancanza di percorsi per la formazione di Ricercatori Universitari non ufficialmente riconosciuti ed altro ancora), ma anche sul sociale rendendo più ostica la possibilità di recupero delle persone con disabilità.»

Quanto attualmente l’innovazione tecnologica sta favorendo il percorso di vita di un disabile?

«Sicuramente i progressi Tecnologici hanno migliorato il percorso di vita della persona con disabilità. Il problema è nel come utilizziamo la tecnologia e come la somministriamo attraverso il SSN o la rete dei privati. Ad oggi abbiamo un Nomenclatore Tariffario vecchio e obsoleto, Professioni Sanitarie che non vengono utilizzate come si dovrebbe e addirittura hanno scarsa presenza nelle strutture sanitarie: solo mettendo particolare attenzione ai bisogni specifici della persona con disabilità si va incontro ad una somministrazione oculata e performante».

More

Mario Barbuto: UIC e Disabil@bile 2015

Mario Barbuto: UIC e Disabil@bile 2015

Stabilire un dialogo continuativo con le istituzioni per favorire efficienza e selettività dell’impegno finanziario, alla ricerca di soluzioni rispettose delle prerogative personali e di categoria della propria disabilità: secondo Mario Barbuto, presidente dell’UIC (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), è questa la strada da perseguire per realizzare un modello efficiente per l’empowerment della persona disabile.

Disabil@bile 2015 vuole essere un’occasione di riflessione e di discussione. Cosa ha spinto l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, di cui lei è presidente, a partecipare alla manifestazione come promotrice nonché patrocinio? 

«Ogni luogo dove si trattano tematiche inerenti la disabilità rappresenta per noi un luogo privilegiato nel quale far sentire la nostra voce e portare la nostra testimonianza. Nel caso di Disabil@bile, poi, data la platea e le partecipazioni scientifiche, tecniche e istituzionali, l’occasione ci è parsa troppo importante per restarne assenti. Onore al merito degli organizzatori!»

Quale obiettivo intende realizzare l’UIC attraverso Disabil@bile 2015?

«Portare all’attenzione dei tecnici e delle istituzioni le problematiche di inclusione che riguardano i ciechi e gli ipovedenti italiani, alla ricerca di sinergie e azioni comuni che contribuiscano in concreto a migliorarne le condizioni di esistenza, a favorirne la formazione, a promuoverne l’inserimento nel mondo del lavoro.»

Quanto è stato fatto e quanto, in verità, bisogna ancora fare dal punto di vista istituzionale, sanitario e assistenziale, grazie anche all’ausilio delle nuove tecnologie, affinché possa attuarsi un efficiente piano continuativo per l’empowerment e l’inclusione sociale della persona disabile?

«E ‘ stato fatto tanto, ma molto occorre ancora fare, naturalmente. La nostra Unione esiste da novantacinque anni ed è riuscita ad offrire alla maggior parte di loro una prospettiva di istruzione, di formazione professionale, di inclusione lavorativa, proponendo una possibilità di vita indipendente, da cittadini uguali agli altri cittadini, sia pure partendo da condizioni di enorme svantaggio dovute alla cecità.

«Oggi con le istituzioni occorre stabilire un dialogo continuativo per favorire efficienza e selettività dell’impegno finanziario, alla ricerca di soluzioni rispettose delle prerogative personali e di categoria della propria disabilità. Alle istituzioni dunque chiediamo innanzitutto attenzione e interlocuzione, per trovare tutti insieme le strade nuove che ci sono oggi imposte dall’evoluzione tecnologica e sociale alla quale assistiamo nel ventunesimo secolo.»

More

Inclusione sociale del cittadino disabile

Inclusione sociale del cittadino disabile

Vincenzo Falabella, presidente Fish, ci parla di inclusione sociale e di interventi appropriati in virtù dei diritti dei disabili.

«Al momento siamo impegnati su due fronti. – spiega Vincenzo Falabella – Il primo consiste nel monitoraggio e nell’intervento propositivo sulla produzione normativa in corso. Mi riferisco soprattutto ai decreti attuativi del “jobs act”, che fra l’altro prevedono anche la revisione della legge 68/1999 sul collocamento mirato, alla nuova legge sulla “buona scuola” per gli aspetti che riguardano l’inclusione scolastica delle persone con disabilità. Tentiamo poi, spesso efficacemente, di partecipare al dibattito e alla costruzione di nuove disposizioni in discussione in Parlamento (ad esempio la legge sul “dopo di noi”) o in elaborazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come ad esempio di decreti di riparto del Fondo per le non autosufficienze. Ma l’altro fronte è foriero di maggiori preoccupazioni e riguarda i rischi per le persone con disabilità nelle future politiche di spending review. Le dichiarazioni rese dal Consulente del Governo, Yoram Gutgeld, lasciano tristemente presagire l’intenzione di restringere gli interventi e la spesa, già minima, per l’inclusione delle persone con disabilità. Abbiamo il timore che dovremmo affrontare un autunno caldo».

Disabil@bile 2015 tratterà anche di disabilità verso l’empowerment e di nuovi modelli organizzativi ed assistenziali e abbiamo chiesto a Vincenzo Falabella quale potrebbe essere il livello d’azione che permetterebbe una giusta inclusione sociale del cittadino disabile.

«Contiamo su un Programma d’azione biennale che è stato approvato e sottoscritto dal Presidente della Repubblica nel 2013. Esso prevede dettagliatamente sette linee d’intervento su altrettanti ambiti di notevole rilevanza: dalla scuola, al lavoro, dalla vita indipendente alla salute, dalla mobilità alla revisione dei criteri di accertamento. Purtroppo, lo dico a malincuore – prosegue Falabella – quel Programma trova ancora scarsa applicazione negli atti normativi del Governo e delle Regioni. Al contrario ritengo che quel Programma, insieme al dettato della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, possano essere strumenti che garantiscano una maggiore inclusione sociale per le tante persone disabili del nostro Paese».

Fondamentale sono gli ausili, le smart city come risposta al problema delle barriere architettoniche, che di sicuro non facilitano il muoversi in città per coloro che hanno difficoltà motorie.

«Sicuramente la tecnologia oggi gioca un ruolo fondamentale nell’accessibilità soprattutto se rispondente ai principi dell’universal design – spiega Falabella – Credo che gli interventi normativi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche non siano più sufficienti. Dobbiamo davvero puntare alla progettazione universale, cioè quella attenta a tutte le esigenze di tutti i cittadini. Le città devono essere a misura d’uomo e l’uomo ha variegate caratteristiche, necessità, esigenze. Solo rispondendo a questo principio, non solo di logica costruttiva ma anche di servizi, le nostre città e le nostre comunità potranno dirsi davvero inclusive».

More

Domenico Grimaldi, Responsabile scientifico di Disabil@bile 2015

Domenico Grimaldi, Responsabile scientifico di Disabil@bile 2015

Costituire una rete sociosanitaria efficace per sostenere l’assistenza della disabilità, lo dice Domenico Grimaldi, Responsabile scientifico di Disabil@bile 2015, Direzione Formazione Quadri FIMMG e Vicepresidente FIMMG Sicilia.

Disabil@bile 2015 vuole essere un’occasione di riflessione e di discussione. Quale sarà il suo contributo in virtù di Responsabile scientifico, nonché relatore della manifestazione?

«La medicina generale dovrà, migliorando la sua organizzazione, determinare le condizioni più idonee allo sviluppo di una maggiore consapevolezza del grave problema sociale, derivante dall’effettiva mancata centralità della persona malata con vari livelli di disabilità. Per raggiungere tale obiettivo e fornire un più importante e convinto contributo alla soluzione di molte criticità in tal senso, occorre costituire una rete sociosanitaria efficace, indispensabile per la reale presa in carico della persona disabile. Il medico di famiglia deve essere il primo riferimento della persona malata, specie se fragile, contribuendo attivamente a lenire la solitudine, male comune delle persone in questa condizione, spesso con grandi difficoltà di accesso ai servizi sanitari, fino al totale impedimento».

Quanto è stato fatto e quanto, in verità, bisogna ancora fare dal punto di vista sanitario, affinché possa attuarsi un efficiente piano continuativo per l’empowerment e l’inclusione sociale della persona disabile?

«Importante è che il medico di famiglia si impegni, per quanto concerne il suo ruolo, a contribuire a colmare il divario attualmente esistente fra ciò che è previsto dalla norma e la situazione reale di tutti i giorni. I soggetti disabili sono sempre più in aumento, se si considerano anche le disabilità create dalla cronicizzazione di malattie capaci di dare complicanze, che influiscono nella perdita totale o parziale dell’autosufficienza. Impegnarsi in una medicina proattiva, di iniziativa, determinerà le migliori condizioni per diminuire, comunque rallentare le complicanze, causa frequente di fragilità e perdita dell’autosufficienza con gravi difficoltà nello svolgimento delle comuni attività della vita quotidiana».

Lei è il Vicepresidente FIMMG Sicilia, uno dei patrocini di Disabil@bile 2015. Qual è riflessione che FIMMG vorrà evidenziare attraverso questo evento?

«La riflessione che come medici di famiglia vogliamo fare è in realtà quella di spingere la nostra Regione a migliorare ed espandere le cure domiciliari programmate ed integrate, momento essenziale per avere risultati concreti nella presa in carico di anziani con cronicità, spesso non autosufficienti e disabili. Troppo modesta è ancora la spinta e lo sforzo economico ad agire in tal senso, insoddisfacente è l’integrazione fra gli operatori del servizio sanitario, per non dire che inesistente è quella del sociale con il sanitario, obiettivo da raggiungere al più presto, considerati i gravi ritardi rispetto ad altre Regioni».

More

Giuseppe Greco, Cittadinanzattiva Sicilia

Giuseppe Greco, Cittadinanzattiva Sicilia

Cittadinanzattiva sarà uno dei promotori della Manifestazione Disabil@bile 2015. Ne abbiamo parlato con il dott. Giuseppe Greco, segretario regionale dell’associazione siciliana.

Cosa pensa della situazione della disabilità nel contesto sanitario nazionale?

«Questa è una realtà su cui si insiste molto sul piano dell’umanizzazione, ma anche sul recupero, dal punto di vista funzionale, di soggetti particolarmente colpiti dall’evento traumatico, perché hanno condiviso nella loro dimensione esistenziale questo rapporto con la disabilità. In Sicilia vige una legislazione molto precisa, puntuale, infatti sono state istituite molte attività di riabilitazione per i vari ambiti interessati e soprattutto per migliorare le opportunità di integrazione, ma ancor di più di inclusione sociale delle persone con disabilità. Quello della Regione siciliana è dunque un impegno grande, che vede anche la presenza di un’area socio-sanitaria con la quale si sviluppano azioni utili negli ambiti propri della vita».

Quale sarebbe la strategia più efficace di cooperazione tra gli operatori sanitari e le famiglie dei disabili?

«Entrambi hanno l’obiettivo comune di potenziare al massimo le abilità della persona disabile, per cui l’alleanza deve essere organizzata. Nel tempo le famiglie hanno sviluppato una visione anche di approfondimento e conoscenza adeguata a quello che è il reale bisogno del proprio congiunto e a sostenerlo. Lo Stato ha supportato questa condizione sia attraverso contributi economici sia con facilitazioni di accesso al lavoro, alla scuola, alla cultura, alla formazione. Quindi questa alleanza va accompagnata ancora da notevoli progressi, ma probabilmente siamo di fronte a nuove realtà, a nuove frontiere della tecnologia, che possono sicuramente avere lo stesso spirito di solidarietà umana e contribuire a migliorare le performance anche personali e individuali con ausili, innovazione robotica, digitalizzazione. Questi nuovi scenari rappresentano una sfida grande per superare questa condizione, a volte di bisogno dell’altro e sviluppare percorsi di piena autonomia».

Qual è il messaggio che la collaborazione di Cittadinanzattiva vuole evidenziare con Disabil@bile 2015?

«Di sicuro quello di mettere insieme dei soggetti “sani” della società e risorse importanti, che possano rappresentare la salvaguardia dei beni comuni. Tra i beni comuni noi mettiamo di sicuro la salute, il lavoro, la condizione dei percorsi formativi. Credo, ci sia un notevole spazio all’interno del programma di Disabil@bile 2015, finalizzato proprio all’avvicinamento di questi tre ambiti e della loro implementazione».

More

Renato Conti Nibali, pres. di Assortopedia

Renato Conti Nibali, pres. di Assortopedia

Tra i relatori che parteciperanno a Disabil@bile 2015 abbiamo voluto fare qualche domanda a Renato Conti Nibali, presidente di Assortopedia, nonchè membro del comitato organizzatore della manifestazione.

Dott. Conti Nibali, può delinare la situazione attuale della disabilità in Italia?

In questa fase le prestazioni di Assistenza Protesica, a livello nazionale, vengono erogate con enormi difformità  non solo da Regione a Regione, ma anche da ASL a ASL e da Distretto a Distretto.
Siamo in una fase di grande disomogeneità. Le aziende ortopediche stanno cercando di erogare dispositivi medici efficaci ed efficienti nonostante la continua corsa al risparmio da parte delle ASL. Se le marginalità continueranno a crollare, sarà difficile continuare ad assistere i circa 3,5 ml di disabili che ogni anno accompagniamo nelle loro difficoltà .

Come e quanto influisce a riguardo il nomenclatore tariffario adesso ancora in vigore e qual è la sua opinione sulla bozza del nuovo nomenclatore?

Il Nomenclatore del 1999, a fronte di quanto anticipato con le bozze della riforma, è sicuramente da rinnovare, ma quantomeno suggerisce modalità  di acquisto e fornitura coerenti con la natura dei dispositivi medici. Le bozze del nuovo NT invece sembrano imporre, ma il processo non è chiaro, modalità  d’acquisto (gare) del tutto incompatibili con la natura del bene da fornire e con l’atto professionale insicindibilmente connesso con il dispositivo stesso. Si alle gare per determinati ausili di serie, no per quelli che devono essere individuati ed adattati dal tecnico ortopedico. Da condannare, oltre a ciò, anche l’eliminazione dall’elenco del su misura di alcuni dispositivi di largo uso (plantari e calzature predisposte) senza i quali la spesa non potrà  che aumentare.

Quale obiettivo si pone la partecipazione sua e di Assortopedia al forum Disabil@bile 2015?

Assortopedia sta monitorando i lavori di riforma dall’aprile del 2014. Ha stabilito contatti con le Istituzioni centrali e regionali, è stata audita ben due volte in Commissione Igiene e Salute del Senato, ha organizzato un convegno, sempre in Senato, sul tema della riforma del Nomenclatore, ha recentemente dedicato il Reha Conference 2015 a questo tema: abbiamo numerosi argomenti che ripeteremo con vigore al forum Disabil@bile 2015.

More

L’AIIC tra i patrocinatori di Disabil@bile 2015

L’AIIC tra i patrocinatori di Disabil@bile 2015

L’AIIC, Associazione Italiana Ingegneri Clinici, fondata a Milano nel 1993, ha lo scopo istituzionale di tutelare la figura professionale dell’Ingegnere Clinico, e ha la finalità di diffondere i Servizi di Ingegneria Clinica all’interno delle aziende sanitarie come elemento di governo delle tecnologie sanitarie, operando sia all’interno di una organizzazione sanitaria pubblica o privata (Area Ospedaliera) sia tramite società di servizi o attività professionali (Area Servizi) – partecipa alla cura della salute garantendo un uso sicuro, appropriato ed economico della strumentazione e delle attrezzature biomedicali ed info – telematiche clinico – assistenziali in uso nei servizi sociosanitari (sia all’interno dei presidi ospedalieri che nelle strutture distribuite domiciliare).

L’AIIC opera la valutazione di tecnologie sanitarie e sistemi sanitari con le metodologie del “Health Technology Assessment” (HTA), ovvero la metodica multidisciplinare che valuta la sicurezza clinica e l’impatto in termini di efficacia (e costi) dell’introduzione di una nuova tecnologia sanitaria (dispositivo medico, ma anche procedura medico chirurgica). In linea con l’attività dell’Associazione si pone l’intervento di Lorenzo Leogrande, attuale presidente dell’AIIC, al forum “Disabil@bile 2015” (al quale l’Associazione ha concesso il suo patrocinio), inserito nel workshop del 15 settembre dal titolo “Valutazione HTA dei dispositivi medici per la disabilità”.

Obiettivi dell’Associazione sono, tra gli altri, la promozione dell’attività di ricerca; la costituzione e la partecipazione a gruppi di lavoro, anche finalizzati alla formulazione di testi normativi da sottoporre alle istituzioni competenti; la collaborazione con enti, pubblici o privati, nazionali o esteri, scientifici, tecnici o di documentazione aventi scopi analoghi al proprio ed in particolare con le associazioni di Ingegneria Clinica di altri paesi.

More

Assortopedia patrocina Disabil@bile 2015

Assortopedia patrocina Disabil@bile 2015

Assortopedia (Associazione Nazionale Aziende Ortopediche) aderirà con il suo presidente nazionale, Renato Conti Nibali, alla manifestazione che si terrà il prossimo 15 e 16 ottobre a Caltanissetta.

Assortopedia, unica nel settore ad aderire a Confindustria, è un’associazione d’imprese che operano nell’innovazione, produzione e fornitura di dispositivi ortopedici e ausili, e Insieme ad ADM-A.REHA, Simfer ed Epsa Italia, fa parte del cosiddetto Polo delle Disabilità, afferente a Confindustria Federvarie e accreditato presso tutti i tavoli tecnici a livello nazionale.

Nasce dalla spinta di imprenditori decisi ad accrescere e valorizzare il proprio progetto d’impresa e tutte quelle iniziative che pongono al centro il diversamente abile – il suo recupero funzionale e sociale – attraverso una maggiore conoscenza e diffusione delle conoscenze tecnologiche.

L’associazione vuole porsi come nuovo interlocutore al centro di un sistema in cui convivono il diversamente abile e i suoi rappresentanti, l’impresa e i suoi fornitori, il Legislatore centrale e quello regionale, il Servizio Sanitario Nazionale, le Università, gli enti previdenziali, gli ospedali, la figura del Tecnico Ortopedico e la classe medica nella sua accezione più ampia.

Obiettivo di Assortopedia è inoltre sostenere l’accreditamento delle strutture eroganti e lavorare alla definizione di un Repertorio degli Ausili Tecnici per Persone Disabili, collaborando con la classe medica e sedendo ai tavoli tecnici di maggior interesse per dare il proprio apporto qualificato.

Assortopedia vuole creare un sistema a rete condiviso dai propri associati in termini di valori, siano essi produttivi, operativi, organizzativi, culturali, strategici – comunque finalizzati a una corretta redditività d’impresa – per garantire obiettivi di salute primari di una società che vuole vivere il benessere con assoluta consapevolezza e partecipazione.

More

La FISH tra i Patrocinatori di Disabil@bile 2015

La FISH tra i Patrocinatori di Disabil@bile 2015

La Fish onlus, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, nasce nel 1994 e ingloba nel suo interno le maggiori associazioni che si occupano di inclusione sociale per i diversamente abili a livello locale e nazionale.

La Federazione, quindi, si pone come garante per evitare ogni tipo di discriminazione e sollecita le pari opportunità, soprattutto nei confronti di coloro che presentano una complessa disabilità e non sono in grado di esprimere le opportune esigenze. Inoltre, grazie alla collaborazione con il FID, Forum Italiano della Disabilità, vigila affinché tutto ciò che concerne il contributo del movimento italiano per i diritti dei disabili, possa essere ben rappresentato presso l’Unione Europea o le Nazioni Unite.

Le iniziative e i progetti sostenuti dalla Fish sono elaborati dall’Agenzia E.Net, che ne è il suo strumento statutario e che, grazie ad una incisiva rete territoriale costituita da gruppi locali, riesce attivamente a consolidare uno spesso tessuto collaborativo con enti preposti e istituzioni sulle disparate tematiche che coinvolgono la disabilità.

La Fish attualmente supporta con convinzione il progetto “Disabil@bile 2015“, di cui è tra gli enti pratrocinanti, abbracciandone le iniziative volte a favorire una migliore inclusione sociale e il riconoscimento di una degna autonomia del cittadino disabile, visto che attualmente la società vive organizzata in un reticolo discriminatorio nei confronti di chi non può godere pienamente la propria individualità di essere umano, vivendo, altresì, come un invisibile ai margini della vita.

È da questo tipo di consapevolezza che la Fish parte per costruire il reciproco rispetto e abolire tutte le barriere che costringono i disabili, e con essi le loro famiglie, a vivere sulle sponde di un fiume che non li disseterà mai, se non si partirà da un vero e proprio sviluppo inclusivo.

More