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Inclusione sociale del cittadino disabile

Inclusione sociale del cittadino disabile

Vincenzo Falabella, presidente Fish, ci parla di inclusione sociale e di interventi appropriati in virtù dei diritti dei disabili.

«Al momento siamo impegnati su due fronti. – spiega Vincenzo Falabella – Il primo consiste nel monitoraggio e nell’intervento propositivo sulla produzione normativa in corso. Mi riferisco soprattutto ai decreti attuativi del “jobs act”, che fra l’altro prevedono anche la revisione della legge 68/1999 sul collocamento mirato, alla nuova legge sulla “buona scuola” per gli aspetti che riguardano l’inclusione scolastica delle persone con disabilità. Tentiamo poi, spesso efficacemente, di partecipare al dibattito e alla costruzione di nuove disposizioni in discussione in Parlamento (ad esempio la legge sul “dopo di noi”) o in elaborazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come ad esempio di decreti di riparto del Fondo per le non autosufficienze. Ma l’altro fronte è foriero di maggiori preoccupazioni e riguarda i rischi per le persone con disabilità nelle future politiche di spending review. Le dichiarazioni rese dal Consulente del Governo, Yoram Gutgeld, lasciano tristemente presagire l’intenzione di restringere gli interventi e la spesa, già minima, per l’inclusione delle persone con disabilità. Abbiamo il timore che dovremmo affrontare un autunno caldo».

Disabil@bile 2015 tratterà anche di disabilità verso l’empowerment e di nuovi modelli organizzativi ed assistenziali e abbiamo chiesto a Vincenzo Falabella quale potrebbe essere il livello d’azione che permetterebbe una giusta inclusione sociale del cittadino disabile.

«Contiamo su un Programma d’azione biennale che è stato approvato e sottoscritto dal Presidente della Repubblica nel 2013. Esso prevede dettagliatamente sette linee d’intervento su altrettanti ambiti di notevole rilevanza: dalla scuola, al lavoro, dalla vita indipendente alla salute, dalla mobilità alla revisione dei criteri di accertamento. Purtroppo, lo dico a malincuore – prosegue Falabella – quel Programma trova ancora scarsa applicazione negli atti normativi del Governo e delle Regioni. Al contrario ritengo che quel Programma, insieme al dettato della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, possano essere strumenti che garantiscano una maggiore inclusione sociale per le tante persone disabili del nostro Paese».

Fondamentale sono gli ausili, le smart city come risposta al problema delle barriere architettoniche, che di sicuro non facilitano il muoversi in città per coloro che hanno difficoltà motorie.

«Sicuramente la tecnologia oggi gioca un ruolo fondamentale nell’accessibilità soprattutto se rispondente ai principi dell’universal design – spiega Falabella – Credo che gli interventi normativi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche non siano più sufficienti. Dobbiamo davvero puntare alla progettazione universale, cioè quella attenta a tutte le esigenze di tutti i cittadini. Le città devono essere a misura d’uomo e l’uomo ha variegate caratteristiche, necessità, esigenze. Solo rispondendo a questo principio, non solo di logica costruttiva ma anche di servizi, le nostre città e le nostre comunità potranno dirsi davvero inclusive».

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La FISH tra i Patrocinatori di Disabil@bile 2015

La FISH tra i Patrocinatori di Disabil@bile 2015

La Fish onlus, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, nasce nel 1994 e ingloba nel suo interno le maggiori associazioni che si occupano di inclusione sociale per i diversamente abili a livello locale e nazionale.

La Federazione, quindi, si pone come garante per evitare ogni tipo di discriminazione e sollecita le pari opportunità, soprattutto nei confronti di coloro che presentano una complessa disabilità e non sono in grado di esprimere le opportune esigenze. Inoltre, grazie alla collaborazione con il FID, Forum Italiano della Disabilità, vigila affinché tutto ciò che concerne il contributo del movimento italiano per i diritti dei disabili, possa essere ben rappresentato presso l’Unione Europea o le Nazioni Unite.

Le iniziative e i progetti sostenuti dalla Fish sono elaborati dall’Agenzia E.Net, che ne è il suo strumento statutario e che, grazie ad una incisiva rete territoriale costituita da gruppi locali, riesce attivamente a consolidare uno spesso tessuto collaborativo con enti preposti e istituzioni sulle disparate tematiche che coinvolgono la disabilità.

La Fish attualmente supporta con convinzione il progetto “Disabil@bile 2015“, di cui è tra gli enti pratrocinanti, abbracciandone le iniziative volte a favorire una migliore inclusione sociale e il riconoscimento di una degna autonomia del cittadino disabile, visto che attualmente la società vive organizzata in un reticolo discriminatorio nei confronti di chi non può godere pienamente la propria individualità di essere umano, vivendo, altresì, come un invisibile ai margini della vita.

È da questo tipo di consapevolezza che la Fish parte per costruire il reciproco rispetto e abolire tutte le barriere che costringono i disabili, e con essi le loro famiglie, a vivere sulle sponde di un fiume che non li disseterà mai, se non si partirà da un vero e proprio sviluppo inclusivo.

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